Lunedì, Settembre 06, 2010

Animazioni in missione, Chişinău (Moldavia). Dalle suore di Madre Teresa, l’opera di s. Cottolengo, luoghi di don Bosco a Torino. Pellegrinaggio a Santiago de C., All'Aquila, imprese ciclistiche e altre attività Ispettoriali.

Nel cammino proposto dal C.E.L. è di fondamentale importanza la vita ecclesiale (fiduciadella nella Chiesa e nel Papa) e spirituale. Eucarestia, incontro e sintesi di ogni appuntamento del Cel.

Servizio gratuito orientato all’ educazione ed evangelizzazione dei più piccoli.l servizio inizia con le azioni più semplici agli incontri (servizio tavola o lavaggio piatti), fino all’accompagnamento dei più piccoli nelle proprie comunità.

I Primi anni della vita di D.Bosco

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Inizia la pubblicazione della vita di Giovannino Bosco da giovane, i testi sono tratti dal nuovo libro di Teresio Bosco: "don Bosco, la magnifica storia". Sarà interessante per noi vedere come il don Bosco che conosciamo capace di miracoli, di dare la vita per i giovani fino all'ultimo respiro, di lavorare ed essere in costante unione con Dio sia stato anche lui un semplice ragazzo di campagna, un ragazzo che ha vissuto normalmente ma anche con profondità la sua vita di adolescente... 

 

«Il nome di mia madre era Margherita Occhiena di Capriglio; Francesco quello di mio padre. Erano contadini, che con il lavoro e la parsimonia si guadagnavano onestamente il pane della vita». 
Giovanni Bosco vide la luce il 16 agosto 1815. sua madre lo chiamò Giuanin, un diminutivo di Giovanni. Il suo primo ricordo è la morte del padre; una sera di maggio, ritornando dal lavoro bagnato di sudore, commise l’imprudenza di entrare in cantina. Qualche ora dopo gli venne la febbre e una polmonite doppia. In quattro giorni fu stroncato. Aveva 33 anni. «non avevo ancora due anni – racconta don Bosco – quando morì mio padre e non ne ricordo nemmeno il volto. Ricordo solo le parole di mia madre: “Eccoti senza padre, Giovanni”. Una frase che mi è rimasta sempre in mente ed è il primo fatto della mia vita che ricordo». Mamma Margherita si trovò da sola a portare avanti la famiglia in un tempo di vera povertà e di carestia, si rischiava di morire di fame. In casa oltre a Giovanni c’erano anche la nonna ammalata, Antonio e Giuseppe, i fratelli più grandi di Giovanni! In casa c’erano i piatti da lavare, la cucina da rigovernare, l’acqua da attingere, le camere da mettere a posto. Questo lo faceva nei momenti “liberi”, perché nelle ore “buone” c’erano l’orto e la stalla da mandare avanti. Come tutte le contadine del paese falciava l’erba, arava, seminava, mieteva il grano, ne faceva covoni, trebbiava. Rincalzava le viti con la zappa, pensava alla vendemmia e alla svinatura. Aveva le mani sciupate dal lavoro ma sapeva accarezzare dolcemente i suoi bambini. Perché era una lavoratrice ma era soprattutto mamma dei suoi figli. Dio ti vede era una delle parole più frequenti di Margherita. Lasciava andare i bambini a scorazzare nei prati vicini, e mentre partivano diceva: “Ricordatevi che Dio vi vede”. Se li vedeva arrabbiati o sul punto di dire una bugia per non sentire i rimproveri diceva: “ricordatevi che Dio vede anche i vostri pensieri”.  Ma non era un Dio-carbiniere quello che lei scolpiva nella mente dei suoi piccoli. Se la notte era bella e il cielo stellato, mentre stavano a prendere il fresco in giardino diceva: “è Dio che ha creato il mondo e ha messo lassù tante stelle”. Quando i prati erano pieni di fiori, mormorava: “Quante cose belle ha fatto il Signore per noi”. Accanto alla mamma , ai fratelli, ai vicini, Giovanni imparò così a vedere un’altra persona, dio. Una persona grande. Invisibile ma presente dappertutto. Nel cielo, nelle campagne, nella faccia dei poveri, nella voce della coscienza che diceva: “hai fatto bene, hai fatto male”. Un Dio che era un Padre buono e provvidente.

 

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Avviso importante. Stiamo organizzando di andare l'otto settembre a Torino, per accompagnare Ioris in noviziato (e passare anche una bella giornata insieme). Info organizzative: pranzo al sacco e costo sui 10 euro. Partenze: S. Maria - Viarte ore 4:00 (di mattina), Casali Franceschinis - fermata dell'autobus ore 4:15, Muzzana - Hotel Turgnano ore 4:20. L'esperienza è aperta a tutti, basta avvisare Fabio Milocco (320-2256071) o Elena Tessaro (335-6203534) entro mercoledì.

 

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